2/10/09

Brand new interview!

Hey dudes here it is our first interview after quite long time...
Enjoy it,

[de]tuning is not a crime,


d.

2/9/09

First reviews

Yo comrades,
here pasted the first words from the press about "Without You I'm Napping"!
Cheers,
[de]tuned is the motto,

d.


SUB TERRA

Japanese Gum - "Without You I'm Napping" (2008)

Il primo riferimento è ad un certa estetica ed attitudine DIY indie-pop, come dice il loro nome che deriva probabilmente da un pezzo dell'artista californiano Her Space Holiday. Il duo genovese Japanese Gum dimostra però di essere ben più complesso di queste premesse ed il loro EP "Without you I'm napping" (che sembra quasi una derivazione ironica dal celebre disco dei Placebo) è un ottimo biglietto da visita per conoscere l'attività di questa formazione non da molto in circolazione, ma dello stesso humus di Port Royal e sonorità affini per intenderci.
L'Ep si compone di tre pezzi, le cui coordinate si orientano verso l'uso di una elettronica glitch, composizioni che richiamano i Mùm ma declinati secondo tappeti ambient e profondi reverberi propri di certo post-rock, voci sussurate e distanti ed improvvise esplosioni di rumore bianco. "Chlorine Blue" si compone di una prima parte che cresce mantenendosi sempre nebulosa, con una voce lieve e distante come di chi uscendo fuori da sé in sogno e guardandosi da fuori si osserva riposarsi dopo un traguardo, pronto a riprendere una nuova corsa a breve, per poi innalazare un improvviso wall of sound di matrice shoegaze.
"Cannibalism Next Door" sembra quasi Idioteque dei Radiohead nel suo intro, canta parole di astio ma è come se tutto fosse osservato dietro un filtro opaco che sfoca, rallenta e dilata le immagini all'incalzare di una ritmica elettronica decisa che lascia poi spazio ad una melodia sfumata e dagli spazi ampissimi, come un acquarello astratto. "Part-time assholes" è il pezzo, strumentale, la cui melodia sembra più strutturata e tradizionale, girando su due note intorno ad una ritmica ben presente ma che si muove nel panorama stereo, dove corrono "mandole" di chitarra in lontananza. Tutti gli episodi sono contenuti nel timing convenzionale di una canzone pop, dimostrando così di essere di impatto immediato ma mai facilmente scontato.
"Without you I'm napping" può essere scaricato liberamente dal loro sito ed aquistato in 150 copie numerate a mano, cosa che naturalmente ci sta molto simpatica. Il lavoro segue il precedente Talking.Silently e prelude un full-lenght, ed inoltre fa parte di un box set chiamato Fields Of Mars della Cydonia Records.


IMPATTO SONORO

I Japanese Gum si muovono con disinvoltura negli intricati sentieri post-elettronici già battuti con successo dai maestri genovesi Port Royal: un tripudio di melodie ovattate, incursioni destrutturanti e atmosfere dilatate, che faranno la felicità di chi ha orecchie già avvezze a questo tipo di sonorità.
Difficile poter esprimere un giudizio definitivo ascoltando le uniche tre tracce che compongono questo lavoro: è doveroso però segnalare che ci troviamo di fronte ad una realtà che ha tutte le carte in regola per dare alla luce qualcosa di molto interessante.
Chorine Blue parte pacifica e rassicurante per poi sfociare in un dilaniante muro di feed-back, Cannibalism Next Door disegna con introspezione paesaggi sonori soffusi e dilatati, infine Part-Time Assholes rende omaggio con maestria ai già celebrati precursori Port Royal.
I Japanese Gum dovranno ora dimostrare di sapersi ritagliare uno spazio tutto loro nella scena shoegaze italiana: da tenere d’occhio.


BLOWUP

Sempre da Genova, Davide Cedolin e Paolo Tortora si portano appresso il vaticinio di "Port-Royal ritmici": la deca-dance si chiama Chlorine Blue, sporca di polvere pirica oltre metà e di fuzz per un buon terzo; Cannibalism Next Door da leggibile volge nebulosa, Part-Time Assholes crepita di drones.


ROCKIT

I miei auricolari sono sfondati. Non tengono più i bassi. Se non un gracchio sordo e leggermente fastidioso. Ascoltare così il nuovo ep dei Japanese Gum è la prova finale, prima di buttarli, e comprarne un paio meno bianco e griffato, sperando in una migliore risposta in frequenza. Sperando durino. Intanto affronterò 14 minuti di bel rumore malinconico e sonnecchiante, penso. E invece, i suoni di gomma giappa non danno per niente fastidio alle mie cuffie scrause. Non è che nelle canzoni non ci siano i bassi eh, ma anche se gracchiano non è un problema. Qui gracchia tutto, e gracchia bene. Tutto assieme. Shoegaze portuale, suoni clorati, piscine piene di cannibali e "Part Time Assholes", elettronica da manuale, e tanta eleganza. Si. Eleganti e caotici (ma non cascateci, è un trucco), presentano tre pezzi pieni del loro stile oscuro ed etereo, ma potente nelle batterie, deciso nelle melodie, ironico nelle immagini. Elegante nel caos (appunto, non cascateci, è un trucco). Da scoprire subito. Da scivolarci dentro. Reale.


SOUNDMARKZINE

Arrivati al debutto su disco nel 2007 con Talking. Silently e.p. (Marsiglia Records), i Japanese Gum, duo genovese già con un discreto seguito e buone critiche alle spalle, si affaccia nuovamente al pubblico nell’ottobre del 2008 con un altro ep di soli tre brani.
Se il suo predecessore si muoveva su coordinate squisitamente elettroniche, Without You I’m Napping pone l’accento sulla chitarra elettrica, protagonista attiva nell’evolversi di pezzi variegati e ricchi di sfumature. Anche le trame ritmiche sorprendono per il ruolo di primo piano di cui vengono investite, e vivacizzano in maniera sensibile lo svolgersi di un pur breve ep, che nonostante una durata inferiore al quarto d’ora sa regalare spunti e sensazioni d’inaspettata freschezza. Chlorine Blue preme sull’acceleratore fino a sfociare in un trambusto chitarristico di genìa shoegaze, le successive Cannibalism Next Door e Part-Time Assholes presentano sprazzi cantati e suggestivi intrecci elettronici nei quali i Nostri si muovo più che a loro agio, dimostrando una padronanza invidiabile dei propri mezzi.
Promossi a pieni voti, lodevole anche l’iniziativa di rendere disponibile questo ep in download gratuito attraverso il sito ufficiale.


INDIE-EYE

Secondo EP per i genovesi Japanese Gum, dopo il buon successo di critica e in dimensione live del precedente “Talking Silently”, uscito nel 2007.
I 3 brani di “Without You I’m Napping”, rilasciato in free download sul sito della band in attesa della realizzazione fisica del cd, propongono suoni tra post-rock, shoegaze ed elettronica IDM, assimilabili a quelli proposti dai concittadini Port-Royal, con cui il duo ha diviso in passato il palco.
Si passa quindi da momenti eterei, come quelli dell’intro di “Chlorine Blue”, ad altri in cui il suono è ben più saturo, tra chitarre e droni, seguendo quanto codificato proprio dai Port-Royal in “Afraid To Dance”, specialmente nel terzo e conclusivo brano “Part-time Assholes”. Le sensazioni che emergono durante i 14 minuti dell’EP sono tutto sommato positive; sicuramente apprezzabili sono gli arrangiamenti, curati in ogni particolare, e la ricerca del giusto equilibrio tra pieni e vuoti, sapientemente alternati a dare saliscendi emozionali che riescono ad infrangere la fredda barriera di silicio che rimane sempre sullo sfondo, ricollegandosi così alla malinconica tradizione shoegaze. In questo senso il brano più riuscito è “Cannibalism Next Door”, anche grazie alla maggior originalità che si riscontra in esso, che supera di poco “Part-time Assholes”, ben eseguito, ma che avrebbe guadagnato punti con un finale più ricco.


MUSICAOLTRANZA

Poche tracce, pochi attimi, pochi minuti per capire che le cose sono cambiate, che il duo genoano, ha aggiustato il tiro, che abbandonate le derive glitch ha deciso di concentrarsi sulle astrazioni ambientalistiche, che pure apparivano in maniera più lieve nel loro precedente “Talking Silently”.

Qui si spingono oltre, cercando di raggiungere la giusta miscela di casse dritte chitarre leggiadre e languidi suoni di synth, momenti onirici che si trasformano in attimi al limite della psichedelica per divenire poi puro rumore elettronico, come accade nell’introduttiva Cholorine Blue.
Voci morbide su synth in puro stile Radiohead, introducono la seguente Cannibalism Next Door, brano dalle atmosfere avvolgenti, che porta sin dal primo ascolto, la mente verso quelle lande desolate fatte di verde e strapiombi sul mare, aprendo le porte alle pura immaginazione, non un attimo di pausa per pensare al domani, solo un unico lungo viaggio della durata di poco più di 4 minuti, che subisce le turbolenze di drum machine aggressive, per poi nuovamente calmarsi e riprendere il volo. La conclusiva Part-time Asshole è il brano più “suonato” dei tre, e quello dove la ricerca ambientalistica pur rimanendo presente, cede il passo a sonorità elettroniche più vicine al post rock di matrice anglosassone (Isan su tutti), brano chiuso con un crescendo di suoni ed emozioni che si fermano prima che tutto esploda.

Se state cercando qualcuno che possa portare una ventata di freschezza alla scena elettronica italiana, il duo che viene dalla Liguria potrebbe essere davvero il cavallo giusto su cui puntare. Altro che pisolino, qui c’è da stare ben svegli e attenti.